Da qualche mese si parla molto di PEC, e non a torto. La normativa italiana ha introdotto una novità che riguarda gli amministratori di società: a partire dal 2025 (con scadenza fissata al 31 dicembre 2025), alcuni amministratori devono comunicare al Registro delle Imprese un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) personale.
Chi rientra nell’obbligo? Non tutti gli amministratori: in base al Decreto‑Legge 31 ottobre 2025, n. 159 (art.13 comma 3), l’obbligo riguarda amministratore unico, amministratore delegato o, se non nominato, il presidente del consiglio di amministrazione.
Importante: la PEC comunicata deve essere personale, diversa da quella della società, non puoi usare la casella PEC dell’azienda come PEC dell’amministratore.
Perché è cambiato e cosa significa per chi ha un’attività
L’obbligo ha origine con la Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024), che estende agli amministratori l’obbligo del domicilio digitale, già imposto alle imprese e alle imprese individuali.
L’obiettivo dichiarato è aumentare la trasparenza e facilitare le comunicazioni ufficiali fra imprese, Pubblica Amministrazione e Registro delle Imprese: in caso di notifiche, comunicazioni o atti formali, la PEC rappresenta un canale tracciabile e legalmente riconosciuto.
Per chi gestisce un’azienda, piccola o grande, significa che in certi ruoli non basta più avere solo la PEC societaria: serve una PEC intestata alla persona fisica che ricopre la carica.
Cosa fare concretamente entro il 31 dicembre 2025
Ecco una mini “check-list” di adempimenti pratici:
- Se sei amministratore unico, amministratore delegato o presidente del C.d.A. (in assenza di AD), verifica di avere una PEC personale attiva. In caso contrario, attivane una presso un provider accreditato.
- Compila la comunicazione al Registro delle Imprese, indicando la PEC personale, entro il 31 dicembre 2025.
- Se la società è già iscritta, occorre aggiornare la posizione; se la nomina è nuova o rinnovata, la PEC va comunicata contestualmente.
- Assicurati che la PEC comunicata non coincida con quella della società, la distinzione è obbligatoria.
Perché anche chi usa un gestionale come FATTUTTO dovrebbe preoccuparsene
Anche se la PEC riguarda aspetti amministrativi e societari, non direttamente la fatturazione, rispettare l’obbligo normativo è fondamentale per evitare problemi legali o di compliance.
Un gestionale come Fattutto può aiutarti a organizzare la contabilità, ma per ottemperare all’obbligo PEC devi comunque intervenire a livello formale e legale.
In più, avere una PEC personale attiva e registrata garantisce che le comunicazioni ufficiali (ad esempio, convocazioni, comunicazioni da enti o notifiche) arrivino velocemente, utile anche per chi gestisce fatture, contratti o documenti insieme alla contabilità.
In breve
Se sei un amministratore di società e rientri tra le figure obbligate (amministratore unico, delegato o presidente C.d.A.), non aspettare l’ultimo momento: attiva subito una PEC personale e comunicagliela al Registro delle Imprese entro il 31 dicembre 2025. In questo modo sei in regola con la normativa — e tuteli la tua azienda.
