liquidazione iva trimestrale

Liquidazione IVA trimestrale: come si calcola, quando si paga e come farla online senza Excel

Mancano pochi giorni alla scadenza del 16 novembre. Hai davanti l’elenco delle fatture emesse, quello delle fatture ricevute, il riepilogo dei corrispettivi del negozio e un foglio Excel che hai costruito anni fa e che ormai solo tu sai interpretare.

Se ti riconosci in questa scena, sei in buona compagnia. La liquidazione IVA trimestrale non è difficile in sé, ma diventa faticosa quando i dati sono sparsi in posti diversi.

In questa guida vediamo chi può liquidare l’IVA ogni tre mesi, come si fa il calcolo con un esempio concreto, le scadenze del 2026 e come evitare di ricostruire tutto a mano ogni trimestre.

Aggiornato a novembre 2026. Verifica sempre le scadenze sul calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

Cos’è la liquidazione IVA trimestrale?

È il calcolo periodico dell’IVA da versare (o del credito da riportare) fatto ogni tre mesi invece che ogni mese. In pratica metti a confronto:

  • l’IVA a debito, cioè quella delle vendite: fatture emesse e corrispettivi;
  • l’IVA a credito, cioè quella detraibile sugli acquisti: fatture ricevute dai fornitori.

Se la differenza è positiva, versi l’imposta con il modello F24. Se è negativa, hai un credito che riporti nella liquidazione successiva.

Chi può scegliere la liquidazione IVA trimestrale?

Possono optare per la liquidazione trimestrale le imprese e i lavoratori autonomi che nell’anno precedente non hanno superato:

  • 500.000 euro se svolgono prestazioni di servizi;
  • 800.000 euro se svolgono altre attività, come la vendita di beni.

Le soglie sono allineate a quelle della contabilità semplificata, aumentate dalla Legge di Bilancio 2023. Per decidere nel 2026 si guarda quindi al volume d’affari del 2025.

L’opzione si esercita con il comportamento concludente, cioè liquidando e versando con cadenza trimestrale, e va poi comunicata nella dichiarazione IVA annuale.

Ci sono poi i cosiddetti trimestrali speciali (per esempio gli autotrasportatori di merci per conto terzi, i distributori di carburante e poche altre categorie individuate dalla normativa), che liquidano ogni tre mesi per legge, indipendentemente dal volume d’affari e senza la maggiorazione dell’1%.

E se sono forfettario?

Se sei nel regime forfettario non applichi l’IVA sulle vendite e non la detrai sugli acquisti. Di conseguenza non fai liquidazioni IVA periodiche, né mensili né trimestrali.

Quanto costa la scelta trimestrale: l’interesse dell’1%

Chi liquida trimestralmente per opzione deve maggiorare dell’1%, a titolo di interessi, l’IVA a debito di ogni liquidazione. Se un trimestre chiude con 2.000 euro da versare, il versamento sarà di 2.020 euro.

L’1% si applica solo quando c’è un debito. Se il trimestre chiude a credito, non c’è nulla da maggiorare.

Come si calcola la liquidazione IVA trimestrale: un esempio

Immagina questa situazione. Luca ha un laboratorio di cornici e un piccolo negozio annesso. Vende ai privati con il documento commerciale e fattura ai professionisti che gli commissionano lavori. Nel terzo trimestre 2026 (luglio-settembre) i numeri sono questi:

VoceImponibileIVA
Fatture emesse26.000 €5.720 €
Corrispettivi del negozio (al 22%)15.818 €3.480 €
Totale IVA a debito 9.200 €
Fatture di acquisto con IVA detraibile25.909 €5.700 €
Totale IVA a credito 5.700 €

Il calcolo procede così:

1. IVA a debito: 5.720 + 3.480 = 9.200 euro.

2. IVA a credito: 5.700 euro.

3. Differenza: 9.200 − 5.700 = 3.500 euro a debito.

4. Eventuale credito del trimestre precedente: in questo esempio zero.

5. Interessi dell’1%: 3.500 × 1% = 35 euro.

6. Importo da versare entro il 16 novembre 2026: 3.535 euro, con codice tributo 6033.

Facciamo attenzione al punto 1. Qui nasce spesso il problema: l’IVA a debito comprende sia le fatture sia i corrispettivi. Chi gestisce gli scontrini con il registratore di cassa e le fatture con un altro programma deve sommare a mano due fonti diverse, e controllare che le fatture emesse dopo uno scontrino non vengano contate due volte.

Le scadenze della liquidazione IVA trimestrale nel 2026

TrimestreVersamentoCodice tributoInvio comunicazione LIPE
1° (gennaio-marzo)18 maggio 2026 (il 16 cadeva di sabato)60311° giugno 2026
2° (aprile-giugno)20 agosto 2026603230 settembre 2026
3° (luglio-settembre)16 novembre 2026603330 novembre 2026
4° (ottobre-dicembre)Con il saldo annuale, entro il 16 marzo 20276099Nella dichiarazione IVA annuale o con LIPE entro fine febbraio

Per i trimestrali per opzione il quarto trimestre non ha un versamento autonomo: confluisce nel saldo annuale IVA, sempre con la maggiorazione dell’1%. I trimestrali speciali usano invece il codice 6034 per il quarto trimestre, con scadenze proprie.

C’è poi l’acconto IVA, che si versa entro il 27 dicembre (nel 2026 il 27 cade di domenica, quindi il termine slitta a lunedì 28 dicembre) con codice tributo 6035.

Se l’importo da versare è piccolo devo pagarlo lo stesso?

Se l’IVA dovuta non supera 100 euro, il versamento non va effettuato subito: l’importo si somma a quello della liquidazione successiva. La regola, introdotta dal D.Lgs. 1/2024, vale anche per i trimestrali. Attenzione però: le somme rinviate relative ai primi tre trimestri vanno comunque versate entro il 16 dicembre dello stesso anno, anche se nel frattempo non hanno superato i 100 euro.

Cos’è la LIPE e chi la deve inviare?

La LIPE è la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA. Riporta all’Agenzia delle Entrate i dati riepilogativi di ogni liquidazione: totale operazioni attive e passive, IVA a debito e a credito, importo dovuto. Va inviata anche quando la liquidazione chiude a credito; sono esonerati, salvo casi particolari, i soggetti non obbligati alla dichiarazione IVA annuale o alle liquidazioni periodiche. Di solito la trasmette il commercialista, ma i dati di partenza devono essere corretti.

Si può fare la liquidazione IVA senza Excel?

Sì, ed è la scelta più sicura. Il foglio di calcolo ha due limiti: dipende da dati inseriti a mano e non sa nulla delle tue operazioni reali. Basta una fattura dimenticata, un corrispettivo copiato male o una nota di credito non sottratta per sbagliare il versamento.

Un gestionale con contabilità integrata lavora al contrario: parte dai documenti che hai già emesso e ricevuto e calcola la liquidazione da quelli. È uno dei motivi per cui ha senso avere fatture e corrispettivi nello stesso ambiente.

Gli errori più comuni nella liquidazione trimestrale

  • Dimenticare i corrispettivi: succede soprattutto a chi fattura molto e vende poco al banco.
  • Contare due volte le vendite per cui è stato emesso prima il documento commerciale e poi la fattura.
  • Detrarre IVA non detraibile, per esempio su costi esclusi o parzialmente detraibili.
  • Non riportare il credito del trimestre precedente.
  • Scordare l’1%, oppure applicarlo anche quando la liquidazione è a credito.
  • Usare il codice tributo sbagliato nel modello F24.

Come fare la liquidazione IVA online con Fattutto

Fattutto nasce come piattaforma per emettere fatture elettroniche e documenti commerciali con un’unica licenza, e integra funzionalità di contabilità che permettono di gestire la liquidazione IVA periodica in cloud.

Il vantaggio è concreto: se emetti scontrini e fatture dallo stesso ambiente e ricevi lì le fatture dei fornitori tramite SdI, i dati della liquidazione sono già al loro posto. Non devi esportare i corrispettivi da un registratore, importare le fatture da un altro programma e incrociare tutto in un foglio Excel.

In Fattutto trovi, tra le altre cose:

  • la liquidazione IVA periodica e il calcolo dell’acconto IVA di dicembre;
  • la stampa di prova e definitiva dei registri IVA;
  • la ricezione automatica delle fatture di acquisto dallo SdI;
  • l’esportazione dei dati per il commercialista.

Lavori online, da qualsiasi dispositivo, e il commercialista può accedere agli stessi dati.

Domande frequenti

Quando conviene la liquidazione IVA trimestrale?

Conviene soprattutto a chi ha un volume di operazioni contenuto: meno scadenze e meno adempimenti, al costo dell’1% sugli importi a debito. Chi è spesso a credito ne ha solo vantaggi. La scelta va comunque valutata con il commercialista.

Gli interessi dell’1% si pagano anche sul quarto trimestre?

Sì, per i trimestrali per opzione. Gli interessi sul quarto trimestre si versano insieme al saldo annuale.

Posso passare da mensile a trimestrale in corso d’anno?

No. L’opzione vale per l’intero anno solare e si sceglie dall’inizio, se rispetti le soglie riferite all’anno precedente.

Cosa succede se nel corso dell’anno supero la soglia?

Puoi continuare con la liquidazione trimestrale per l’anno in corso, ma dall’anno successivo dovrai passare alla mensile.

Qual è il codice tributo per l’IVA del terzo trimestre?

Per i trimestrali per opzione è 6033, da indicare nel modello F24 con scadenza 16 novembre.

Posso compensare l’IVA a debito con altri crediti?

In molti casi sì, tramite il modello F24, nel rispetto dei limiti e delle regole previste per le compensazioni. Verifica con il commercialista prima di procedere.

Il forfettario deve fare la liquidazione IVA?

No. Il forfettario non applica l’IVA e non effettua liquidazioni periodiche.

In sintesi

La liquidazione IVA trimestrale si calcola sommando l’IVA di fatture emesse e corrispettivi, sottraendo l’IVA detraibile sugli acquisti e il credito precedente, e aggiungendo l’1% sull’eventuale debito. Il terzo trimestre 2026 si versa entro il 16 novembre con codice 6033 e la LIPE va inviata entro il 30 novembre.

Se ogni trimestre ti ritrovi a rincorrere i dati tra registratore di cassa, programma di fatturazione ed Excel, scopri come gestire la liquidazione IVA online con Fattutto: fatture, documenti commerciali e contabilità nello stesso ambiente.